Emiliana Mongiat, 2018
Emiliana Mongiat · 2018
Le opere di Luigi Sergi, sottolineano l’ultima tappa di un percorso nell’arte da lui costruito dapprima con sculture giocose, colorate, vivaci, poi avviando un’indagine pittorica e concettuale incentrata sulle esperienze visive legate alla capacità delle forme di mostrare (o nascondere) superfici, oggetti, pensieri, per giungere a quelle tracce figurali che caratterizzano la sua ricerca attuale. Un percorso che con sempre maggiore profondità si è snodato - e si snoda - tra l’apparente e il reale, tra il conosciuto e l’ignoto, tra l’interno e l’esterno, come rivela l’essenzialità delle opere esposte in questa occasione. Infatti, i suoi paesaggi sono tersi e luminosi, con spazialità e atmosfere suggerite da carte strappate e sovrapposte, con colori che vivono di trasparenze per rappresentare un cielo e un mare che si incontrano confondendosi sulla linea dell’orizzonte. Sono paesaggi che vivono di rossi, blu e azzurri, resi incandescenti dal sole o accarezzati dalle luci dell’alba per parlare di infinito: sono luoghi d’incontro di pesci e uccelli ma anche di passato e presente, di ricordi antichi che appartengono alla sua terra e di stimoli nuovi nati nel territorio novarese. Sono paesaggi lievi e mobili, dove gli spazi si aprono, si sovrappongono, si moltiplicano, si frantumano, si diversificano seguendo non le leggi della visione ma quelle dell’immaginazione, dell’emozione, del sentimento. Per rinnovare il mistero del mondo.